La SEC ha sanzionato le società di criptovalute per quasi 2 miliardi di dollari

Non sorprende che il recente boom delle criptovalute abbia comportato un aumento del crimine legato alle stesse. La Securities and Exchange Commission (SEC), uno degli organismi di regolamentazione delle criptovalute, ha perseguito l’anno scorso più casi di crypto che mai.

A marzo, le azioni della SEC hanno portato a più di 1,7 miliardi di dollari in sanzioni, secondo un rapporto di Cornerstone Research. Queste sono dovute ad un totale di 94 azioni esecutive e da sospensioni di trading portate avanti tra il 2013 e il 2020. Più della metà di questi casi si son verificati tra il 2019 e il 2020.

Che tipo di casi ha perseguito la SEC?

Secondo Cornerstone Research, il 52% dei casi ha riguardato la frode, mentre il 68% offerte di titoli non registrati. Quasi un provvedimento su quattro ha coinvolto sia la frode che titoli non registrati.

Ecco alcune delle attività su cui la SEC ha indagato:

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Titoli non registrati: le criptovalute presentano una sfida normativa, poiché non funzionano allo stesso modo delle valute tradizionali; devono essere considerate valute o titoli, ai fini normativi? La risposta della SEC in questo momento è che parte delle ICO (Initial Coin Offerings) sono titoli, e alcune potrebbero aver bisogno di essere registrate. Essa avverte: “Mentre alcune ICO possono essere dei tentativi di investimento onesti, tuttavia molte possono essere frodi, che tenteranno di privarvi del vostro denaro guadagnato duramente, facendo promesse di rendimenti garantiti e fortune future”.

Scambi non registrati: La SEC ha chiuso 19 operazioni di scambio non registrate negli ultimi anni. La maggior parte di queste azioni ha avuto luogo nel 2017 (sei casi) e nel 2018 (nove casi), forse adesso in diminuzione dato che le piattaforme crypto sono più consapevoli dei requisiti di registrazione.

Pubblicità da parte di celebrità: la SEC ha avvertito direttamente gli investitori di non prendere decisioni riguardanti gli investimenti sulla base delle sponsorizzazioni fatte da celebrità. Alla fine del 2018, le accuse contro il pugile Floyd Mayweather Jr. e il produttore musicale DJ Khaled sono giunte a sentenza, perché gli imputati non si sono dimostrati disposti a riferire circa i compensi ricevuti dalle ICO.

Schemi di Ponzi: la commissione ha anche messo in guardia sugli schemi Ponzi delle criptovalute. Infatti, uno dei suoi primi casi concernenti le criptovalute riguardava uno schema Ponzi di Bitcoin. In uno schema Ponzi, un individuo usa il denaro dei nuovi investitori per pagare i rendimenti di quelli esistenti. Invece di investire denaro per generare alti rendimenti, il truffatore ruba a Tizio per pagare Caio – fino a quando l’intero schema non crolla.

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